Fratellini di Basiglio sottratti ai genitori, preside e maestre verso il processo
Nascosero che il disegno osé da cui tutto ebbe origine non era stato fatto dalla bambina
MILANO - La preside e le due maestre per non aver detto che il dise gno osé era opera di un’altra alunna. Un assistente sociale e uno psicologo per aver voluto estorcere al bambino una con fessione «manipolata». Per que sti motivi, e con queste ipotesi di reato, la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio della dirigente e due insegnanti dell’elementare di Basiglio e di due dipendenti del Comune a sud di Milano. Verso il proces so. Che — forse — concluderà definitivamente il doloroso ca so dei due fratellini di 9 e 13 an ni. Sottratti da casa oltre un an no fa con una vergognosa accu sa: fare giochi a sfondo sessua le, come dimostrava una vignet ta. Per questo furono allontana ti dai genitori e portati in comu nità. Per due mesi.
Un anno di indagini. E ora il pm Marco Ghezzi, coordinato re del pool che si occupa dei rea ti sessuali, ha chiesto il proces so per la preside e due inse gnanti della scuola allora fre quentata dalla ragazzina. Furo no loro, in base alle accuse, a so stenere che fosse stata la picco la Giorgia a fare quel disegno. Lo ribadirono anche davanti ai giudici del tribunale per i mino renni (preside e una maestra) e davanti al pubblico ministero (l’altra insegnante). Fu falsa te stimonianza, come ha dimostra to anche la perizia calligrafica disposta dal tribunale. Il processo è stato chiesto an che per un assistente sociale e uno psicologo che lo scorso an no lavorava per il Comune di Basiglio. L’accusa: lesioni colpo se nei confronti del fratello maggiore, Giovanni.
Secondo l'inchiesta, con il loro compor tamento i due dipendenti comu nali avrebbero creato un «grave trauma» al ragazzino dicendo gli, al momento dell’allontana mento dai genitori, il 14 marzo 2008 (tra l’altro giorno del suo compleanno), che avrebbe cam biato famiglia e cercando di far gli confermare tutti i sospetti nati dal disegno. Cinque richieste di rinvio a giudizio. «Ci auguriamo — commenta Antonello Martinez, l’avvocato che si è sempre bat tuto per restituire i due fratelli ni ai loro genitori — che l’inda gine vada avanti: deve emerge re tutta la verità». Anche lui, Martinez, andrà avanti: «Chie deremo il falso ideologico e la violenza privata nei confronti dei bambini». E non solo in tri bunale: «Visto che la Direzione scolastica regionale non ha da to seguito ai miei esposti e non si è mai degnata di disporre un’ispezione in quella elemen tare, ho sporto regolare denun cia. Le colpe dell’istituzione sco lastica devono emergere».
Fonte del testoTamara Monti